Il ritorno di Orietta Berti con “Chi ama chiama”

Venerdì 28 novembre arriva in radio e su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo di Orietta Berti: si intitola “Chi Ama chiama”, ed è stato scritto, prodotto e registrato da Danti.
“Chi Ama chiama” sono due semplici, potenti parole, che snocciolano un intero discorso, perché è inutile girarci intorno: chi ti ama, ti cerca e ti chiama.
L’artista descrive con le proprie parole questo nuovo progetto: Chi Ama chiama” è la prima di una serie di sorprese musicali che vorrei regalare al mio pubblico per i miei 60 anni di carriera. Lavorare con Danti, è sempre un viaggio interessante e ricco di nuovi stimoli. Un mondo di testi e suoni contemporanei che vanno ad abbracciare tutti coloro che vorranno ascoltare. Per un’interprete, riuscire a fare proprio un brano, coniugando tecnica e sentimento, rappresenta uno degli obiettivi più importanti e gratificanti di questo lavoro.
Danti, al secolo Daniele Lazzarin, racconta:“Per me è davvero un onore lavorare con Orietta e mi approccio con il dovuto rispetto. Con Orietta c’è un’intesa, un’alchimia che rende tutto molto speciale. Insieme lavoriamo bene e quando ci incontriamo, non è mai solo strettamente lavoro, ma condivisione, scambio. Chi Ama Chiama, è un brano atipico per lei, ma è un vestito che le calza a pennello con strofe molto basse rispetto al suo range solito tra tanti generi, lo swing, il pop in cui lei spazia meravigliosamente. Stiamo facendo un disco che celebra i suoi sessant’anni di carriera ed ogni volta che ci vediamo, nasce una canzone. Anche in questo Orietta è innovativa, non incide i suoi successi, reinterpretati, ma tutti brani nuovi, a conferma del suo saper cavalcare i decenni, con la sua vivace e assoluta contemporaneità”.
Sessant’anni di carriera celebrati con un progetto nato dall’incontro esplosivo di Orietta e Danti con inediti che certificano la capacità di attraversare trasversalmente il tempo per un’artista che non smette di sorprendere. In un tempo in cui le relazioni sono spesso a distanza, sfuggenti e mediate da uno smartphone, queste due parole, sottolineano come l’unica cosa che conta davvero sia volersi bene, esserci, condividere la quotidianità, la vita vera e non solo la sua trasposizione virtuale filtrata dai social.
Nel videoclip del brano, tutto ruota intorno al telefono e la sua evoluzione, da fine ‘800 ai primi del ‘900 con la Metafisica pittura di De Chirico e Picasso, agli anni ‘50 con la pantera rosa, con Andy Wharol negli anni ’70 e ’80, e passando dal cordless del 2000 allo smartphone di oggi, che si è impossessato delle nostre vite.
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