La cantautrice Gaia Gozzi si è mostrata senza filtri sui social con un messaggio prezioso. Di seguito il testo del suo messaggio
Reality check
Il nostro corpo è il nostro universo, risponde agli stimoli esterni ma soprattutto a quelli interni. Sto vivendo uno dei momenti più belli, intensi e significativi della mia vita e mi ritrovo a dover fare i conti con una pelle che urla, chiede aiuto e una tregua. Non mi era mai capitato di vedermi in questo modo, ammetto che inizialmente ho pensato di coprire, truccare, evitare il confronto ma non credo sia la soluzione e soprattutto non è da me. Essere in connessione con me stessa significa anche abbracciare questo periodo, cercare di comprendere cosa la mia pelle stia cercando di dirmi e avere pazienza. Nella velocità della vita di tutti i giorni, presi da obiettivi e sogni, mi è capitato di trascurare alcuni segnali d’allarme e non voglio che questo sia il mio approccio verso me stessa, verso il mio Universo, il mio corpo.
Questo non significa per me essere estremi e sparire nel nulla, ma convivere con questo processo di guarigione, guidata da professionisti ineccepibili e un Team comprensivo e continuare a portare la mia musica ovunque anche con una pelle che pare gli “strawberry fields” dei Beatles. Ci tenevo a dirvelo, un po’ per esorcizzare la mia timidezza a riguardo e un po’ per normalizzare e raccontare TUTTA me stessa perché alla fine la vita è un grande ossimoro in cui riescono a convivere la voglia di essere visti e compresi e la necessità di prendersi del tempo lontana da tutto e tutti. Se il corpo chiama, devo per fora rispondere.
L’atto di Gaia, che ha scelto di mostrare con naturalezza e disinvoltura la sua acne, è stato apprezzato da tante persone, note e non, che le hanno risposto con un cuoricino o ringraziandola per aver parlato di una cosa che appartiene alla quotidianità di tante donne e ragazze, senza la paura del giudizio altrui. Le parole della giovane cantautrice, sono di sicuro una testimonianza preziosa, in un mondo che troppo spesso osanna solo le “apparenze”.









